venerdì, 19 settembre 2008
martedì, 09 settembre 2008
Quest'alba lattiginosa e calda mi spaventa.
Nuvole sfilacciate presagiscono il giorno che verrà.
Che tempo ci sarà per me?
Mani grandi, le mie. Stringo i pugni e piango.
Lacrime sul greto del mio piccolo fiume disseccato tra ciottoli aspri e legni secchi.
Ho lasciato scorrere la vita tra le dita delle mie mani grandi.
Stringo i pugni. Unghie conficcate nei palmi. Per farmi male.
Vorrei stringere una donna, con le mie mani. Ma non ho nulla da dare.
A volte, con i pochi euro di cui dispongo, compro cioccolata e riviste e fiori secchi da donare alle ragazze che si occupano di me.
Non ho altro, non posso nulla. Lo sanno e lo so, che nessuna si stringerà alla mia carne malata.
Vorrei lavorare e potermi comprare l'autonomia e l'adeguatezza. Ma forse mi taglieranno via.
Corro nel buio verso il nulla, sputando fuori il mio fiato corto.
Ho paura.
Una paura che si è chiusa intorno a me, non so quando, non so dove.
Corro, ma non riesco a lasciarla indietro. Provo a correre ancora più veloce e la ritrovo davanti e dietro me, avviluppata addosso come un sudario di morte.
E' la mia gabbia e la mia padrona.
Non ho più nulla se non la fame avida della paura.
Ho consciuto la falsa libertà di vivere, la sfida e la mia viltà, le tenaglie che strappano la pelle di dosso, riconosco la dignità persa e la pietà: pietà che leggo negli occhi degli altri, come uno sputo in faccia.
E' cosi doloroso, cosi tanto da togliermi il respiro.
Ho paura.
G.
[Caterina]
martedì, 09 settembre 2008
Sconcertati, confusi, ricettivi ai segnali, divoriamo l'ansia.
Sangue e lacrime per recuperare terreno, incerti sulla nostra dignità che stringiamo tra i denti illusi di un domani.
Siamo qui, in attesa di una chimera, di un richiamo alla vita.
L'inettitudine e l'avidità tagliano i rami secchi.
I rami secchi siamo noi, infruttusi, ignorati, nascosti.
Ci taglieranno le braccia: pochi fondi per il reinserimento sociale. Ci taglieranno la gola: pochi euro per cibo, vestiti, strumenti riabilitativi, per chi lavora per noi.
Tutto compreso, come i saldi di fine stagione.
Cani in un canile, mangime secco per risparmiare, un'ora d'aria al giorno.
Ci caveranno gli occhi: niente soldi per apprendere, per leggere, per vedere.
Ci estirperanno i muscoli: nessun cuore per poter correre.
Siamo diversamente abili, o pazzi, come preferite.
Perchè non esistiamo?
Circondati da filo spinato. Barriere della mente.
In quale gabbia verremmo rinchiusi?
C.
martedì, 09 settembre 2008
Dovrete ascoltarci, ci sentite? Siamo qui, grumi sporchi sulla vostra coscienza. Restituiteci il cervello, restituiteci la follia.
C.