venerdì, 20 giugno 2008

Sono T. e rubo bocconi di emozioni ingoiando le corde che mi legarono per sempre alla non-vita. 

NodiI polsi tremano ma ho imparato ad ingoiare. Diventa facile mandar giù foglie di prezzemolo e pane secco.

Il tempo trasforma anche la carne, questa mia pelle cosi sottile e rosa. Talmente rosa che mostravo il collo per essere morsa.

Un rivolo di sangue sul mio vestito da sposa, sepolto in un baule di acciaio rivestito di polvere fumosa ed acre.

Quella voglia di vita che scalciava nelle pareti della mia vagina. Ho imparato ad ingoiare.

  Le alici sotto'olio. E le uova con il guscio. Pezzetti di dolce stantio leccato direttamente dall'immondizia. Condisco il tutto con l'odio salato delle mie sorelle, che brucia le mie ferite aperte e nodose... Ma bevo saliva per mandar giù sale e boli.

Boli che vorrebbero soffocarmi, ma io respiro. Respiro indossando scarpette rosse con lucida follia, cosi lucida e tagliente che irrido il mondo urlandogli: "Puttana!"

" Ho 3 euro. Portami a comprare la pizza , le alici, una scatoletta di tonno e la coca-cola. E fatti i cazzi tuoi se poi nasconderò tutto nel cassetto del comodino per ingoiare di nascosto, di notte, col buio che nasconderà le mie cosce, la mia gola, le mie ulcere pulsanti in fondo al ventre. Cosi bello e giovane, il mio ventre.

Non mi guardo più allo specchio, perchè qualcuno ha nascosto T. "

Ingoiare.

T.

[Caterina]

 

 

postato da: accaparlante alle ore 10:09 | Permalink | commenti (4)
categoria:follia, servizi sociali, ischia, casa famiglia, sir , cooperativa ischia