giovedì, 28 febbraio 2008
L. comunica con noi in un linguaggio primitivo ma non per questo meno efficace: epurato da inutilità, orpelli e cavilli. Potremmo definirlo un linguaggio pulito e scarno: essenziale.
Un segno della mano indica la sete, un barrito scazzato significa fame; calci e pugni indicano la sua premura a farci intendere che ha male da qualche parte. Oppure che pretende attenzione, che è il piu delle volte. Ci dona la sua merda, spiaccicata dappertutto, come marchio violento di esistenza ma siamo riusciti a fargli capire che esiste un buco su cui sedersi...Lo usa spesso.
Siamo la sua casa, siamo la sua tela da dipingere con il colore del sangue. Quando è incazzato o stizzito tenta di graffiarci e di staccarci la mano dal polso.Ci difendiamo come possiamo. A volte tentiamo di cantargli la ninna nanna. A volte un calcio di difesa per non morire strozzati.
Noi lo amiamo perchè tenta di essere indispensabile. Perchè non gli frega niente di non poter essere intelligente. E' una questione che lo fa sogghignare spesso....
Vive la sua vita da animale puro.
Ci ha donato molto. La spiegazione dell'essenziale, lo spasimo di vivere,il confronto su ciò che siamo e cosa potevamo essere.
L'umiltà.
Finora abbiamo rischiato insieme, noi e L., una lotta sul suo terreno, avvantaggiato di molto perchè ci piace lottare alla pari.
Ma ora lui è fragile, minato nel fisico. Vorremmo non morisse.
Vorremmo potesse avere il diritto alla salute. Non possediamo strumenti adeguati (una semplice iniezione richiede il contenimento di almeno 3 persone con la forza).
Non è giusto questo corpo a corpo.Nè per lui nè per noi.
Nè per la sua salute nè per la nostra.
Nessuno ci ascolta. Nessuno lo vuole.
Ma non permetteremo che L. muoia qui, in una casa famiglia.
Caterina
mercoledì, 27 febbraio 2008
Eccomi, Giovanni, detto "Tacconi"
, che sono bravo in porta come il grande portiere della Roma. Io tifo Napoli che ora è piu forte della Roma. Però alcuni giocatori devono fare ancora un pò di strada, stentano a ingranare. Forza Napoli.
Ho 49 anni e molta della mia vita se la sono mangiata gli istituti psichiatrici. Sognavo di scappare in Istraele. Ora sono qui, sul mare e vivo le mie ansie da persona libera ma dentro ho mille catene....
mercoledì, 27 febbraio 2008
Io sono Giovanna, ho 35 anni ed oggi ho disegnato le mie farfalle.
Che dedico ad Antonio.
Ho usato i miei colori preferiti: lilla, giallo, fucsia,l'oro e l'argento.
Uno di questi giorni vi parlerò di me e delle mie ansie. E dei miei amori
mercoledì, 27 febbraio 2008
Verde speranza: smetto di fumare. Sigarette sigarette sigarette sigarette sigarette sigarette sigarette.
Cosa è Domani?
Giovanni
mercoledì, 27 febbraio 2008

Foto pubblicata da accaparlante
mercoledì, 27 febbraio 2008
Io sono Giovanni e le mie parole sono chiuse nel groppo che ho nello stomaco. E' di cemento e di acqua e a tirarle fuori potrei morire.
Vorrei vivere come te ed essere come te ma sono diverso e guardarmi negli occhi della gente mi fa sentire come cibo per cani.
martedì, 26 febbraio 2008
Prima di entrare in quel popolo chiamato "dei matti" bisogna ricordarsi che tra loro ci sono stati Campana, la Merini, il Tasso, Horderlin e tanti altri
(da Alda Merini, Lettere a un racconto)
C'è una pazzia dello scrivere che si ha dentro, una pazzia furiosa ma non è per questo che si è pazzi. Anzi.
( da Marguerite Duras, Scrivere)
Caterina
martedì, 26 febbraio 2008
Scriveremo parole nuove con l'inchiostro rosso della follia.
Saranno canti di gioia e di rabbia.
A volte si incazzano e non vorremmo sentirli. Ma li sentirete e leggerete. Ci leggerete e sentirete.
Fracasso infernale e risate d'argento.
A domani
Kat