venerdì, 20 giugno 2008

Sono T. e rubo bocconi di emozioni ingoiando le corde che mi legarono per sempre alla non-vita. 

NodiI polsi tremano ma ho imparato ad ingoiare. Diventa facile mandar giù foglie di prezzemolo e pane secco.

Il tempo trasforma anche la carne, questa mia pelle cosi sottile e rosa. Talmente rosa che mostravo il collo per essere morsa.

Un rivolo di sangue sul mio vestito da sposa, sepolto in un baule di acciaio rivestito di polvere fumosa ed acre.

Quella voglia di vita che scalciava nelle pareti della mia vagina. Ho imparato ad ingoiare.

  Le alici sotto'olio. E le uova con il guscio. Pezzetti di dolce stantio leccato direttamente dall'immondizia. Condisco il tutto con l'odio salato delle mie sorelle, che brucia le mie ferite aperte e nodose... Ma bevo saliva per mandar giù sale e boli.

Boli che vorrebbero soffocarmi, ma io respiro. Respiro indossando scarpette rosse con lucida follia, cosi lucida e tagliente che irrido il mondo urlandogli: "Puttana!"

" Ho 3 euro. Portami a comprare la pizza , le alici, una scatoletta di tonno e la coca-cola. E fatti i cazzi tuoi se poi nasconderò tutto nel cassetto del comodino per ingoiare di nascosto, di notte, col buio che nasconderà le mie cosce, la mia gola, le mie ulcere pulsanti in fondo al ventre. Cosi bello e giovane, il mio ventre.

Non mi guardo più allo specchio, perchè qualcuno ha nascosto T. "

Ingoiare.

T.

 

 

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martedì, 27 maggio 2008

Caro A.,

 non so come esprimere la passione che ho per te. Dove ci sei tu, tutto si illumina, quando la mattina mi dai il buongiorno  mi innammoro sempre più. Quando mi provochi ti vorrei baciare dappertutto .

Ieri mi hai regalato il depliant della biancheria intima, per farmi scegliere qualcosa. Il completino nero col perizoma ed il push-up è quello che mi è piaciuto di più.

Ora farò in modo di fartelo sapere cosi magari me lo regali.

So che se mi vieni "sotto" ti farei vedere le stelle e ti stritolerei.

Giovanna

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martedì, 27 maggio 2008
IMG_1946" Improvvisamente, leggendo il tuo blog, si aprono nella mia mente squarci di nuova conoscenza: una luce, là dove prima appariva solo il buio della follia.
Cos'è avvenuto?
Come mai la tua umana testimonianza mi restituisce l'altro nella sua integrità esistenziale, al di là della sofferenza, delle regressioni, delle devastazioni derivanti non tanto dalle patologie quanto piuttosto dalla incapacità ad orientarsi verso la comprensione?
Una comprensione che, attraverso un processo identificativo, di carattere psicologico-letterario, si spinge attraversando e facendosi attraversare dalla parabola esistenziale dell'altro, oltre i confini della conoscenza ufficiale: là, dove lo spazio interiore proietta immagini e frammenti di vita vissuta e di vita rubata, di vita inventata e di vita negata.
Un lampo: tutto ciò che prima era gelosamente custodito nel codice esistenziale dell'altro sembra aprirsi alla nostra comprensione, prima che  la notte scenda sugli ultimi bagliori."

Pasquale B.

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sabato, 17 maggio 2008

Seguo un filo sottile che mi trattiene al di quà.

E' lattiginoso, luminescente ed elastico. Lo seguo con gli occhi socchiusi facendo finta di penzolare, ballando al ritmo del vento di scirocco.  

 Mi schiaffeggia il viso, avvertendomi del mio corpo. Che urla.

L'altalena della mia vita.

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sabato, 17 maggio 2008

Ecco il fisico da "sballo" di Antonio, fotografato da Giovanna.

Maggio 010Maggio 014

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domenica, 11 maggio 2008

Caro Antonio,

ti voglio bene, ti amo moltissimo.

Il tuo fisico è da sballo.

Per me sei un angelo e non posso amarti come tu vuoi.

Ti auguro una buona domenica.

La tua

Giovanna

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domenica, 11 maggio 2008

Giovanna ammira il mare.GiovannaG&C.corretta2 jpg                                                      Giovanna e Caterina a MagicWorld

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mercoledì, 07 maggio 2008

africa-niger-river_bathingDa bambino correvo per i bassopiani e le pianure della mia terra africana. Correvo a perdifiato seguendo la scia di tramonti primordiali. Correvo con le mie lunghe gambe da gazzella.

Poi  un aereo ci portò in l'Italia, me e mio fratello. Avevo 9 anni e fui strappato dalle viscere di mia madre e della mia terra. Viscere che non hanno mai smesso di sanguinare.

Bambino ed adolescente con un padre alcolista e nessun punto di riferimento. Sogni e risate di speranza, sorrisi di fiducia al mondo mentre le mie mani riparavano motori di auto che sognavo.

Un giorno dei miei vent'anni,  un vigile urbano del paese mi chiamò sporco negro. Non so perchè... Non erano sporche, le mie mani. Gli diedi un pugno.

Fui giudicato non in grado di esistere, diverso.  Mio padre non mi richiamò indietro nemmeno una volta. Una sola volta.

Rinchiuso in camerate sporche di merda, violentato tutti i giorni da tutti: ero mulatto, carino e giovane. Ed urlavo il mio dolore. Lo strazio degli elettrochoc e la disgregazione del mio Io. Ho cercato di oppormi, disperato. Poi non più.

Mi chiamavano Josephine

Persi il senso del tempo, dello spazio, della vita, di me. Nudo e fragile, scivolai  per sempre giù,  in meandri impenetrabili e vischiosi.

Ora sono qui. Ma ancora mi oppongo furiosamente. Al mondo.  Devono imboccarmi perchè altrimenti divoro il cibo prendendolo con le mani.  Mi vestono  in tre. Perchè mi ribello, sorridendo.

Tento sempre di scappare, di correre in strada tra le auto che sfrecciano, con le mie lunghe gambe di gazzella africana.

Mi acchiappano sempre in tempo, i miei amici di qui, sempre per un soffio.  Non capisco che potrei morire schiacciato da un camion.

O forse si?

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venerdì, 02 maggio 2008
012Costretti a denudarci dalla natura...
Il disagio di mostrare la pelle.
L'inverno aiuta a difendere e celare: gli abiti pesanti, il cappotto, la sciarpa. Lo schermo di sicurezza, la calda armatura con cui nascondere  le emozioni segrete ed i peli superflui.
Poi arriva la primavera, cosi, di colpo, quasi alle spalle. Confusi dalla voglia di sole, di cielo azzurro, di colori e dal desiderio di correre a nascondersi sotto un piumone ormai soffocante.
 Il corpo reagisce e l'anima incespica.
E loro si spaventano, come di fronte a qualsiasi cambiamento, le percezioni alterate dalla loro irrealtà a cui si aggrappano furiosamente.
La psiche e la natura: mistero potente ed ancestrale. Fasi cicliche.
Ieri non sono stata capace di convincerli a togliere il giubbotto. Per la strada assolata, mentre andavamo al bar per il loro consueto e sacro caffè mattutino, sudavano copiosamente.
" GG. togli il giubbotto: fa caldo".
E lui, con perline di sudore che gli scivolavano lungo il naso e lo sguardo stupito e paziente di chi deve avere a che fare con una persona "strana" : " No...non fà caldo. Sto bene."
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giovedì, 24 aprile 2008
Annaspiamo tra le presunzioni ed inciampiamo sugli spigoli dei giorni e delle notti.
Si staccano brandelli della mia carne.
Non ho nulla da perdere se non la dignità, il fardello più pesante di tutti. La dignità è follia?
A volte  vorrei vomitare me stesso sul mondo.
 Sarà il mio vomito cosi acido?
 Teorema:
Stasera guarderò film porno.
Per essere giudicato ancora una volta.
 Esisto. Fank.....
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